Intervista a Maria Grazia Lopardi, anima dell’associazione Panta Rei: “Abbiamo sempre creduto nella cultura anche quando non era facile farlo”
L’AQUILA – Venticinque anni, si sa, cominciano a essere un bel traguardo. E da oltre 25 anni a L’Aquila c’è un’associazione che lavora in modo discreto, ma con costanza, portando cultura come si porta acqua buona: gratuitamente, senza chiedere nulla in cambio, se non ascolto, apertura mentale e voglia di sognare. Si chiama Panta Rei e il suo nome – “tutto scorre” – è già una dichiarazione di intenti.
Fondata nel 2001, Panta Rei è un’associazione di promozione sociale apartitica e aconfessionale, che opera per e nel territorio con conferenze, spettacoli, passeggiate letterarie, seminari e un convegno annuale ormai diventato un appuntamento identitario per la città. Alla base, un’idea semplice e potente: la cultura è servizio, “spaziando nelle tradizioni di tutti I popoli”.
“La nostra attività è gratuita perché è servizio”, racconta Maria Grazia Lopardi, nota scrittrice aquilana e socia fondatrice. “E oggi, con L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, sono orgogliosa del contributo che Panta Rei offre da sempre a questa città. Noi abbiamo creduto nella cultura anche quando non era facile farlo”.
Un’associazione che chiede solo di sognare positivo
Panta Rei non chiede tessere ideologiche né appartenenze: l’unico requisito per entrare è l’apertura mentale e la capacità di sognare positivo. “Tutti i soci hanno voce, se lo desiderano”. È una comunità viva, inclusiva, che durante l’anno propone conferenze gratuite, eventi culturali, passeggiate letterarie tratte dai libri di Maria Grazia Lopardi, spettacoli e seminari “con l’ausilio di attori e della Compagnia di lettura di Panta Rei”. Uno dei cuori pulsanti dell’attività è il convegno itinerante di maggio, giunto nel 2025 alla XX edizione: si svolge lungo un percorso in prevalenza naturale, ritrovato e valorizzato da Panta Rei, “che va dall’Eremo del Morrone fino a Santa Maria di Collemaggio”, seguendo idealmente i passi di Celestino V. Un cammino che unisce corpo e spirito, storia e perdono, paesaggio e interiorità.
Il programma per L’Aquila Capitale della Cultura
Per il 2026, anno simbolo per la città, Panta Rei ha presentato un programma fitto e ambizioso, capace di attraversare storia, spiritualità, psicologia, arte e tradizione.
Primo semestre 2026
- 13 febbraio, Palazzetto dei Nobili, ore 18, conferenza dal titolo: Scelgo di essere felice
Relatrice: dott.ssa Anna Elvira Marimpietri - 21 febbraio, ore 10.30
Visita all’Emiciclo condotta dalla dott.ssa Paola Bartolomucci del Consiglio regionale. Prenotazioni: mglopardi@gmail.com - 13 marzo, Libreria Colacchi, ore 18: Svelato un mistero millenario: il quadrato magico del Sator e l’architettura sacra medievale
di Maria Grazia Lopardi - 17 aprile, Palazzetto dei Nobili, ore 18, conferenza: L’astrologia psicologica e il tema natale: due strumenti per conoscere se stessi e gli altri
Relatrice: Alessia Campera - 6–10 maggio
XX edizione del convegno itinerante: Perdonare per liberarsi. Perdonarsi per guarire - 22 maggio, via Barete 7 (Casa Lopardi), ore 18: La Fontana delle 99 Cannelle racconta come nacque L’Aquila.
Testo di Maria Grazia Lopardi, voci recitanti: La Compagnia dei Lettori di Panta Rei - Giugno, data da destinarsi
Evento nell’ambito del Festival delle Città Medievali
Secondo semestre 2026 – date da definire
- I cardinali nominati da Celestino – Relatrice Gabriella Liberatore
- Camminata letteraria La città dello Spirito e il suo tempio
con gli attori Alessandro Coccoli e Tiziana Gioia, testo di Maria Grazia Lopardi - Le cinque ferite dell’anima. Come riconoscerle e difendersi
Relatrici: Chiara Mastrantonio, psicoterapeuta, e Alessandra Lopardi, avvocato - Passeggiata letteraria Narrami, pietra, degli antichi portali aquilani
con la Compagnia di Lettura di Panta Rei - Evento natalizio: Gnomi, folletti e fate
Relatrice: Maria Grazia Lopardi
Una cultura che scorre, come la vita
“Questa è l’attività pubblica, ma ve ne è un’altra riservata ai soci, che hanno spazio per esprimere i propri talenti e interessi. Visitiamo in particolare le chiese medievali e le aree archeologiche del territorio”.
Panta Rei non rincorre mode né riflettori. Da venticinque anni semina cultura con pazienza, credendo che la conoscenza sia uno strumento di libertà e guarigione. Nel 2026, mentre L’Aquila si racconta al Paese come Capitale Italiana della Cultura, c’è chi può dire di esserci sempre stato.
di Fausto D’Addario | 19 Gennaio 2026 @ 06:00 | L’AQUILA CAPITALE CULTURA
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